SUBENTRO NELL’ASSEGNAZIONE

Il subentro nell’assegnazione è disciplinato dall’Articolo 21 del Regolamento Regionale n.4 del 2017 e successive modifiche e integrazioni.

In caso di decesso dell’assegnatario, possono subentrare nell’assegnazione, a condizione che non si perdano i requisiti di permanenza nei Servizi Abitativi Pubblici:

  • I componenti del nucleo familiare presenti in maniera continuativa dall’atto dell’assegnazione al decesso dell’assegnatario (se un componente è uscito dal nucleo familiare e poi è rientrato non ha diritto a subentrare);
  • Coloro che successivamente all’assegnazione sono entrati a far parte del nucleo familiare a seguito di accrescimento naturale o legittimo (nascita di un figlio, adozione, ecc.), matrimonio, unione civile, provvedimento dell’Autorità Giudiziaria e convivenza di fatto e che hanno convissuto in maniera continuativa fino al decesso dell’assegnatario.

Nel caso in cui il decesso dell’assegnatario sia avvenuto in strutture socio-sanitarie o di detenzione dove ha trasferito la residenza, è possibile subentrare anche in deroga al periodo continuativo di convivenza (dall’assegnazione al decesso).

La domanda di subentro nell’assegnazione, in caso di decesso, può essere presentata all’Ente proprietario dell’alloggio, dagli aventi diritto (indicati prima) seguendo il seguente ordine di priorità:

  1. coniuge o parte di unione civile;
  2. figli legittimi naturali riconosciuti o adottati;
  3. ascendenti (es: genitori, nonni);
  4. altri discendenti (es: nipoti di nonni);
  5. collaterali fino al terzo grado (es: fratelli, zii, nipoti, cugini, pronipoti, prozii);
  6. affini fino al secondo grado (es: suoceri, generi, nuore, cognati);
  7. persone non legate da vincoli di parentela che hanno convissuto in maniera continuativa dall’assegnazione fino al decesso dell’assegnatario.

Qualora l’assegnatario sia stato condannato per delitti di violenza domestica subentrano nell’assegnazione le altre persone conviventi secondo quanto previsto nel presente articolo (nell’ordine indicato sopra).

In caso di nullità, scioglimento del matrimonio, separazione legale, subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, secondo quanto definito tra i due coniugi con accordo di separazione o con sentenza. In assenza di accordo subentra il coniuge che abita stabilmente nell’alloggio. In caso di cessazione della convivenza di fatto subentra il convivente affidatario dei figli minori o in assenza di figli chi abita stabilmente nell’alloggio.

La domanda di subentro viene analizzata dall’Ente proprietario dell’alloggio, che se ne ricorrono le condizioni (precedentemente indicate) autorizza il subingresso.

In tal caso il richiedente ha diritto ad ottenere la voltura del contratto d’affitto da parte dell’Ente gestore o dell’Ente proprietario.

In caso di diniego al subingresso, l’Ente proprietario con provvedimento motivato comunica la decisione al richiedente e fissa un termine, non superiore a 6 mesi, per rilasciare l’alloggio.

Contro tale provvedimento, entro 30 giorni dal suo ricevimento, il richiedente può presentare richiesta di riesame, a cui l’Ente proprietario è tenuto a rispondere entro 30 giorni. In caso di rigetto l’Ente proprietario fissa un termine, non superiore a 6 mesi, per rilasciare l’alloggio.

In caso di decesso dell’assegnatario ed in assenza di altri componenti coabitanti, l’Ente proprietario provvede all’immediato reintegro dell’alloggio e alla messa in custodia dei mobili presenti, previo inventario alla presenza di pubblico ufficiale, dandone comunicazione ad eventuali eredi.

ATTENZIONE

Ai sensi dell’Articolo 28 comma 5 bis del Regolamento Regionale n.4 del 2017 e successive modifiche e integrazioni le disposizioni in materia di subentro nell’assegnazione e nel contratto di locazione contenute nell’articolo Articolo 21 del Regolamento Regionale n.4 del 2017 e successive modifiche e integrazioni non si applicano a coloro che alla data dell’8 febbraio 2018 risultano già assegnatari. A tali soggetti continuano ad applicarsi le disposizioni in materia di subentro contenute nel precedente Regolamento Regionale 1/2004 e successive modiche e integrazioni.

In pratica coloro che prima del 8 febbraio 2018 avevano già ottenuto un ampliamento del nucleo familiare non limitato nel tempo, mantengono il diritto a subentrare nell’assegnazione secondo i criteri stabiliti nel precedente Regolamento Regionale 1/2004 e successive modifiche e integrazioni (senza obbligo di convivenza continuativa dall’assegnazione fino al decesso dell’assegnatario).

Per esempio gli ascendenti di primo grado (genitori) e i discendenti di primo grado (figli) già facenti parte del nucleo assegnatario, usciti dallo stesso e successivamente rientrati, possono subentrare se l’ampliamento era stato autorizzato prima dell’8 febbraio 2018, purché la convivenza sia stata autorizzata da almeno un anno ed il rientro sia avvenuto per una delle seguenti ragioni:

  • assistenza all’assegnatario o a un componente familiare ultrasettantacinquenne o disabile pari o superiore al 66%, ovvero con grave handicap o patologia gravemente invalidante;
  • separazione legale o cessazione di convivenza more uxorio documentate.

Non possono invece subentrare i soggetti ai quali era stato concesso un ampliamento del nucleo familiare per un periodo limitato di tempo (al massimo 3 anni).

 

Allegati:

Articolo 21 del Regolamento Regionale n.4 del 2017 e successive modifiche e integrazioni

Articolo 28 comma 5 bis del Regolamento Regionale n.4 del 2017 e successive modifiche e integrazioni

Articolo 20 del Regolamento Regionale n.1 del 2004 e successive modifiche e integrazioni

Articolo 31 comma 13 quater del Regolamento Regionale n.1 del 2004 e successive modifiche e integrazioni

Modulo Richiesta Subentro

Dichiarazione per subentro

Dichiarazione per subentro voltura contratto