PROGETTO PROSSIMITA’ URBANE

Il progetto “Prossimità urbane” ha la finalità di contrastare la marginalità sociale, attraverso la collaborazione di soggetti pubblici e del privato sociale.

Il progetto, della durata di un anno, ha ottenuto un finanziamento regionale ed è realizzato in collaborazione con la Coop. “Lotta contro l’Emarginazione” ed il Comitato Locale della Croce Rossa, partendo dalla “geografia della marginalità”, cioè dagli spazi urbani come la stazione e Piazza Risorgimento, frequentati abitualmente da senza dimora, tossicodipendenti, alcolisti, questuanti, cioè da quelle persone che creano allarme sociale, percezione di insicurezza, vulnerabilità, degrado dei luoghi pubblici, agendo sulle dimensioni fondamentali del problema: aspetti sociali e sanitari, cura e promozione delle competenze dei destinatari degli interventi, azioni di coesione e mediazione sul campo per migliorare complessivamente la qualità della vita delle persone che abitano la città.

I partner, mettendo in rete le proprie competenze e professionalità, interverranno in modo integrato e si prenderanno carico delle persone più emarginate, in condizioni di dipendenza e spesso senza fissa dimora, dal punto di vista dell’inclusione sociale e della tutela della salute, anche portando informazioni e facilitando l’accesso alla rete dei servizi d’aiuto.

Sia in zona Stazione che negli altri punti toccati da “Prossimità urbane” si provvederà a distribuire materiali per la profilassi e per la riduzione dei rischi che tipicamente corrono i dipendenti da sostanze, generi di conforto, come coperte e sacchi a pelo ed informazioni relative alla tutela della salute, agli stili di vita, ai servizi di ambito sanitario come il SERT, alle realtà utili a soddisfare bisogni primari come la mensa Ristoro del Buon Samaritano e, per docce e lavanderia, la Casa di Francesco. Nel caso dei questuanti, risultati negli anni particolarmente sfuggenti rispetto ai tentativi di approccio da parte dei Servizi Sociali, si cercherà di rilevarne numero, storie e condizioni di vita, così da migliorare la conoscenza del fenomeno e creare le premesse per futuri interventi.

Azioni specifiche saranno intraprese con gli alcolisti di strada, altra categoria difficile da avvicinare, creando un gruppo di supporto per la riduzione dei consumi di alcol e attivando una mediazione culturale volta a migliorare il rispetto dei luoghi pubblici e la convivenza con il resto della comunità.

Dal punto di vista sociale, si punta alla formazione di un gruppo composto da una decina di utenti che collabori alla gestione di servizi di bassa soglia, come docce e lavanderia, o che svolga piccoli lavori nel campo del decoro urbano nei luoghi abitualmente frequentati, come forma di promozione delle competenze residue e premessa a percorsi di reinserimento più strutturati.

Il progetto infatti intende mettere in atto iniziative inclusive perché si fa sicurezza soprattutto migliorando la qualità della vita delle persone, intervenendo efficientemente sui fenomeni di degrado sociale e ambientale, incrementando la coesione sociale, più che attraverso attività repressive o sanzionatorie che l’esperienza ha dimostrato essere temporanee e poco efficaci.