Gallarate: Il Cuore Pulsante delle “Cento Ciminiere”
Gallarate non è solo un centro urbano, è un racconto vivo fatto di mattoni, acqua e ingegno. Conosciuta storicamente come la “Città delle 100 Ciminiere”, questa località ha saputo trasformare l’attività produttiva in una vera e propria cultura, rendendo il territorio un esempio unico di integrazione tra lavoro e bellezza.
Un’urbanistica pensata per le persone
Passeggiando per le vie del centro e delle periferie, si nota come le architetture industriali non siano semplici edifici funzionali. Sono palazzi costruiti con cura, fatti per durare e per dare prestigio al paesaggio. Gli industriali del passato scelsero di investire non solo nelle fabbriche, ma nella qualità della vita cittadina realizzando:
Villaggi operai e abitazioni: Case costruite con decoro per accogliere le famiglie dei lavoratori.
Grandi opere civili: Scuole, ospedali e servizi nati da una profonda responsabilità sociale.
Estetica e funzionalità: Un linguaggio architettonico che unisce l’utilità alla ricerca della bellezza.
Una posizione strategica tra natura e storia
La nascita dell’industria a Gallarate è legata a una geografia privilegiata. La città sorge in un punto d’incontro fondamentale tra la natura e le grandi vie di comunicazione:
Le strade d’Europa: Situata lungo la storica Strada del Sempione — l’arteria che un tempo univa Milano a Parigi — Gallarate è da sempre un nodo strategico verso i valichi alpini, le ferrovie e, oggi, l’aeroporto internazionale di Malpensa.
L’energia dell’acqua:, e i corsi d’acqua come il Rile, il torrente Arno, il Sorgiorile e il Tenore hanno fornito la spinta necessaria ai primi telai, alimentando lo sviluppo della manifattura tessile e, successivamente, l’energia idroelettrica.
Un paesaggio tra gelsi e telai
Il fascino di Gallarate risiede nel suo equilibrio: qui il progresso non ha cancellato le radici. Prima della rivoluzione industriale, l’economia era legata alla terra e all’allevamento dei bachi da seta tra i filari di gelsi. Questo legame con la natura è ancora visibile: tra i complessi industriali spuntano ancora orti e vigneti, piccoli polmoni verdi curati con passione, che testimoniano l’armonia tra l’anima produttiva e il paesaggio delle colline moreniche.
Curiosità storica: Le eleganti residenze d’epoca che punteggiano le prime colline moreniche erano le dimore delle famiglie industriali, spesso circondate da terreni agricoli che ancora oggi contribuiscono a definire il volto verde della città.