Descrizione
Dal 11 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, il polo culturale HIC di Gallarate ospita la mostra Franco Matticchio. Qui e là,
a cura di Vittoria Broggini e Marta Gara.
L'esposizione è realizzata dal Comune di Gallarate in collaborazione con il Museo MA*GA e con il contributo di Regione Lombardia (vincitore dell'Avviso Unico Cultura 2026).
L'evento celebra il mondo poetico e ironico dell'illustratore varesino Franco Matticchio attraverso oltre cinquanta tavole originali, copertine di riviste, dischi e libri illustrati.
Il percorso espositivo si snoda su due sedi cittadine: la Biblioteca Civica L. Majno (sezione ragazzi e famiglia in Piazza San Lorenzo 5) e la sede di via De Magri 1 (sezione adulti/over 16 e Museo MA*GA).
L'iniziativa anticipa la XVII edizione della rassegna Duemilalibri e comprende un ricco programma di laboratori, visite guidate, incontri e concerti gratuiti dedicati a tutte le età.
Inaugurazione della mostra: Domenica 11 ottobre 2026
Ore 16:00: Taglio del nastro in Piazza San Lorenzo 5
Ore 17:00: Talk con l'artista "Un tè con Franco Matticchio" in Sala Arazzi (via De Magri 1)
La mostra dedicata a Franco Matticchio è un omaggio all’universo creativo dell’artista, popolato di animali “sbagliati”, personaggi bizzarri e inaspettate visioni introspettive, capaci di affascinare bambini e adulti. In un fluire di tavole originali a pastelli e acrilici, stampe a colori, copertine di libri e dischi illustrati, la mostra intende sprigionare nelle sedi di HIC la poetica ironia con cui Matticchio ha attraversato l’editoria italiana e internazionale in quasi cinquant’anni di attività.
Sedi espositive
Dotato di straordinaria potenza nell’apparente semplicità, il segno di Matticchio apre scenari di libertà, trasforma il consueto nel territorio dell’inaspettato. Il concetto di spazio transizionale di Donald Winnicott (1896-1971), psicoanalista britannico, offre una chiave interessante per comprendere il mondo dell’artista. Come nel gioco il bambino accetta temporaneamente che una cosa sia insieme reale e immaginata, accedendo a una dimensione di transizione, allo stesso modo Matticchio ci permette di credere che i libri sono oggetti inanimati eppur liberi in aria davanti ai nostri occhi pensosi, come accade all’uomo col cappello dell’immagine guida della mostra.
La mostra porta le opere di Franco Matticchio sia Qui, nella sede HIC che ospita la sezione ragazzi e famiglia della Biblioteca civica L. Majno, che là, nella sede HIC che ospita la sezione adulti e ragazzi della biblioteca e il Museo MA*GA. Quattro le tipologie di lavori di Matticchio che la mostra permette di osservare: le illustrazioni per le riviste, le collaborazioni per i libri illustrati per bambini e adulti, le opere di cui Matticchio è autore e le incursioni dell’artista nella musica, di cui è grande fruitore fin da giovane.
Franco Matticchio e i primi lavori nelle riviste
Su quali pagine ha trovato spazio la prima illustrazione edita di Matticchio? Sul Corriere della Sera, nel 1979. Da quell’esordio fortunato il legame dell’artista con i periodici non si è mai spezzato. Il suo babbo natale ha persino conquistato la copertina del New Yorker, rivista culturale tra le più ambite al mondo per lo spazio dedicato all’illustrazione. Matticchio ha costruito negli anni rapporti continuativi con molte testate: straniere, italiane, specialistiche o di attualità (“Corriere Medico”, “Riza Psicosomatica”, “Linea D’Ombra”, “Internazionale”, “Salve”, “Gioia Casa”). Con “L’Indice dei libri del mese” ha intessuto un rapporto ventennale illustrando le prime pagine, mentre ogni domenica sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” esce la sua rubrica Matticchiate. L’inventiva di Matticchio si misura agevolmente con formati, notizie e contesti editoriali diversi, mantenendo intatta la propria forza immaginativa.
Illustratore per libri per ragazzi e romanzi
Nei primi anni Ottanta, quando l’editoria per ragazzi in Italia si avvicinava cautamente al colore, Matticchio è chiamato ad applicare il suo tratto grafico giovanile per illustrare storie di formazione di Virginia Woolf, Tudor Arghezi e Anna Zucchi per la collana il Mangiafuoco di Emme Edizioni, dando esito a prospettive enigmatiche e di raro lirismo. Tale è la presa dell’artista nel territorio della fantasia che nel 1988 la Salani sceglie un disegno di Matticchio per la copertina della prima traduzione italiana de La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. Dalla metà degli anni Novanta Matticchio inizia a realizzare illustrazioni anche per romanzi. Attraverso il disegno, l’artista instaura un dialogo originale con i grandi autori della letteratura, anticipando già nella copertina una dimensione dove l’invisibile e il visibile si incontrano. Tavole realizzate da Franco Matticchio per le storie di grandi case editrici diventano una parte significativa della sua opera.
Matticchio e la musica
Non è un caso che il cantautore Francesco Guccini e il critico musicale Vincenzo Mollica abbiano chiesto a Franco Matticchio di illustrare i propri libri. Il rapporto dell’artista con la musica è un contraltare della sua opera. Non solo si percepisce nel suo stile compositivo, fatto di ellissi e significati paradossali che risuonano nel lettore come acuti improvvisi. Cantanti, note e strumenti musicali punteggiano le illustrazioni di Matticchio e nel 1994 l’artista realizza i disegni per la sigla di testa de Il Mostro, celebre film di Roberto Benigni. Libri, partiture e dischi si contaminano: se con Ricky Gianco la canzone è diventata albo illustrato, grazie alla recente collaborazione con Damian Dorelli, le stanze che Matticchio ritrae omaggiano Nick Drake, musicista inglese ricordato per la chitarra intima e poetica.
Autore e narratore visivo
La sperimentazione visiva e immaginifica di Franco Matticchio raggiunge l’apice con le storie di cui è autore, tra cui Animali sbagliati, Ho dimenticato l’ombrello e Bambini nascosti. Grazie a casa editrici votate alla sperimentazione artistica come Vànvere e Nuages, Franco Matticchio spinge il proprio universo grafico verso una dimensione pienamente narrativa, in cui l’immagine costituisce il principale dispositivo narrativo. Le parole, se presenti, hanno una funzione paratestuale o sono assimilate all’immagine, come accade per i fumetti di Non sono stata io. Nei disegni di Matticchio animali, personaggi, stanze e persino paesaggi urbani vengono sottratti alla percezione consueta per attivare associazioni imprevedibili. Ne emerge una narrazione per immagini fatta di slittamenti, ellissi e cortocircuiti e Matticchio affida al lettore il compito di stabilire connessioni, colmare vuoti e seguire percorsi laterali, tra ironia, tenerezza e inquietudine.