Cos'è
Non è una semplice lectio magistralis, ma un atto di coraggio teatrale che disseziona il mestiere di direttore, il peso del potere mediatico e la sua stessa vita pubblica e privata.
Attraverso un racconto crudo e intriso di autoironia, lo spettacolo esplora i temi cardine che hanno segnato la sua carriera e infiammato il dibattito nazionale: la ricerca della Verità nei fatti, la complessa macchina della Giustizia, la vertiginosa dinamica del Potere e il rapporto ambiguo,a tratti perverso, tra informazione e democrazia.
Il monologo si configura come un’indagine profonda e a tratti scomoda sull’etica della comunicazione nell’era del sensazionalismo e della polarizzazione. Sallusti non cerca un’autodifesa; al contrario, usa la sua esperienza – inclusi i passaggi più oscuri e criticati, come le vicende giudiziarieche lo hanno coinvolto – come materiale narrativo.
Le critiche all’autore non vengono eluse, ma trasformate in una potente e stimolante drammaturgia.
L’atto è un confronto con il pubblico, sfidandolo implicitamente ad interrogarsi sul confine sottile e spesso violato tra:
- Il diritto di cronaca e il diritto alla dignità del singolo.
- La libertà di espressione(spesso urlata) e la responsabilità collettiva (troppo spesso dimenticata) di chi forma l’opinione pubblica.